Quando si inizia a sentirsi genitori? E qual è il ruolo del papà in famiglia?

Qualche settimana fa ho tenuto un seminario rivolto ad educatori di nido dal tema “La salute ed il benessere psico-fisico del bambino”. Mi sono sin da subito chiesta il significato del titolo e quale argomento poter scegliere, insieme agli altri miei colleghi, per svolgere al meglio questo seminario. Il pubblico, a cui il seminario era rivolto, ha come ruolo professionale di occuparsi del bambino nella fascia 0-3 anni, per cui non si poteva non trattare dell’argomento dell’attaccamento: teoria affascinante, criticata, amata, in continua evoluzione e con fondate basi scientifiche.

Durante la produzione del lavoro la domanda che si mi sono fatta è: Quando una persona inizia a sentirsi genitore? La risposta mi è arrivata dallo studio dell’attaccamento prenatale di Cranley, datato 1981! L’attaccamento prenatale è il legame che i futuri genitori, durante la gravidanza, sviluppano verso il nascituro. Si instaura durante tutti i nove mesi. Nella mente dei genitori in attesa si verifica una vera e propria fioritura di pensieri, emozioni, fantasie, sentimenti, desideri, idealizzazioni verso il bambino che si sta sviluppando. Questa rappresentazione mentale viene chiama Bambino Immaginato. Vuol dire che già molto prima della nascita i futuri genitori iniziano a prendere contatto e formare un legame con l’immagine del bambino. Se nell’immaginario comune ci si aspetta un comportamento del genere da parte della mamma, che fisicamente tiene il peso della futura generazione, mi sono chiesta che cosa sentisse il futuro papà!  Il fenomeno del bambino immaginato è presente nel papà a partire dal primo trimestre di gravidanza e si mantiene per tutti i nove mesi. Quando si affronta una gravidanza, la coppia, sin da subito, vive esperienze di genitorialità diverse, influenzate dalle caratteristiche di personalità e dal genere sessuale. Per una donna è più immediato il passaggio al sentirsi madre, anche se a volte non è così semplice, perché già nelle prime fasi della gravidanza sente dei cambiamenti fisici ed emotivi legati alla nuova vita che sta nascendo dentro di sé.  L’uomo, invece, per sentirsi padre ha bisogno di un pò più di tempo e di fare l’esperienza di una “gravidanza mentale” in cui crearsi uno spazio psichico dove concepire il bambino. Anche un uomo ha bisogno di creare, custodire e partorire qualcosa: l’idea di essere padre per sentirsi padre.

Quindi mamma e papà durante i nove mesi iniziano a sentirsi genitori. Cosa accade quando nasce il bambino? Quando compare l’attaccamento?

Un pò di teoria: il legame di attaccamento, è un legame innato, biologicamente determinato nel bambino che gli consente di cercare protezione e vicinanza dalla figura di accudimento (genitori, caregivers…) e quindi gli permette di richiamare l’attenzione dell’adulto per sopravvivere in un ambiente molto difficile. Inoltre per la formazione di questo legame sono fondamentali due concetti:

  • Base sicura: è la sensazione di sicurezza fornita al bambino dalla figura di accudimento, è il porto sicuro a cui fare sempre e ciclicamente ritorno.
  • Sensibilità materna: un comportamento di cura sensibile, cioè il genitore ha il compito di percepire, comprendere, cogliere i segnali fisici ed emotivi del bambino e rispondervi nella maniera più adeguata.

Questi concetti sono fondamentali per rendere un genitore efficace e in grado di rispondere alle richieste del bambino, consentendo a quest’ultimo di sviluppare un buon legame di attaccamento. Ma che cosa accade nel padre? Se culturalmente il concetto di base sicura e sensibiità materna sono maggiormente legati al ruolo della madre, il padre come fa a sviluppare un buon legame di attaccamento?

Partiamo dal principio, il primo compito fondamentale del futuro padre è quello di favorire le condizioni affinché la relazione tra madre e bambino si sviluppi e si mantenga in modo adeguato. Questo avviene occupandosi di problemi di ordine pratico: garantire una dimora comoda e sicura, procurare il cibo e altri beni necessari, proteggere il nucleo familiare nel rapporto con l’ambiente esterno. Questi compiti sono condivisi dalla maggior parte dei primati. La seconda funzione del futuro padre, di straordinaria importanza, è quella di proteggere la propria compagna nei periodi di cambiamento psicofisico in cui è maggiormente esposta a problemi emotivi, particolarmente alla depressione. Che cos’è se non base sicura e sensibilità materna? Bene, chiarito che anche i papà hanno la possibilità di sviluppare questi due concetti, il legame di attaccamento come si sviluppa?

L’attaccamento del bambino nei confronti del padre è diverso da quello che ha con la madre: se in una situazione di pericolo il bambino sceglie il contatto con la madre, quando invece è di buon umore preferisce il gioco con il padre, più fisico, eccentrico ed emozionante. I padri trascorrono generalmente meno tempo delle madri con i loro figli, anche quando entrambi i genitori sono in casa; ma questo non è dovuto al fatto che i padri non sono in grado di essere dei buoni caregivers, ma il modo in cui i padri interagiscono con i loro figli è diverso, consiste principalmente nel gioco e nella stimolazione fisica. Sono in grado di prestare attenzione emotiva ai figli e quindi essere per loro una base sicura e mettere in atto i comportamenti di sensibilità materna, solo in modo diverso dalla mamma: con il gioco, il contatto fisico, le corse, le biciclettate, le scampagnate con gli amici…

Per cui cari mamma e papà, non temete c’è spazio per tutti nel cuore del piccolo venuto al mondo! Un consiglio alle neomamme: diamo fiducia agli “uomini di casa”, scientificamente sono anche loro predisposti ad occuparsi di voi e del bambino, a interagire con lui, con i suoi modi e i suoi mezzi, ed essere una fonte di protezione per tutta la famiglia! Diamo loro spazio per potersi sentire ed essere padre, sono delle figure importanti!

Come dire: ad ognuno il suo, condividendo e sostenendosi!

 

Bibliografia e sitografia

http://www.ilsigarodifreud.com/legami-di-attaccamento–oltre-lamore-d

Ainsworth M.D.S., Witting B.A. (1969): Attachment and exploratory behaviour of one-year olds in a Strange Situation. In Foss B.M. (a cura di): Determinants of infant behavior. Methuen, London, vol.4, pp.11-136.

Belsky, J., Gilstrap, B., & Rovine, M. (1984). The Pennsylvania Infant and Family Development Project: I. Stability and change in mother-infant and father-infant interaction in a family setting at one, three, and nine months. Child Development, 55, 692-705.

Bowlby J. (1969): Attaccamento e perdita, vol. 1: L’attaccamento alla madre. Boringhieri, Torino, 1972.

Cranley, M. S. (1981). Development of a tool for the measurement of maternal attachment during pregnancy. In Nursing research, 30, pp. 281-284

Hewlett, B. S. (Ed.). (1992). Father-child relations: Cultural and biosocial contexts. New York: Aldine de Gruyter. Jankowiak, W.(1992). Father-child relations in urban China. In B. S. Hewlett (Ed.), Father-child relations: Cultural and biosocial contexts. New York: Aldine de Gruyter.

Parke, R. D., & Tinsley, B. J. (1987). Family interaction in infancy. In J. Osofsky (Ed.), Handbook of infant development (2nd ed.). New York: Wiley.