A chi lascio mio figlio? Letture sull’accudimento

Avete mai letto il libro “I no che aiutano a crescere”? E’ un libro di una straordinaria profondità e nello stesso tempo veramente semplice da leggere, lo consiglio a tutti!

Sono rimasta veramente colpita da un capitolo che riguarda l’accudimento, forse per la mia precoce e ormai vecchia esperienza di baby sitter ed educatrice successivamente, ma mi ha fatto molto riflettere.

Nel libro si parla di quanto sia angosciante per un genitore lasciare il proprio bambino nelle mani di una persona estranea, la baby sitter appunto. Quanti interrogativi vi sorgono in mente? Sarà troppo giovane e inesperta? O troppo anziana? Sarà in grado di rispettare le regole della casa? Il bambino vorrà più bene a lei o a me?  Diciamocelo, scegliere una persona di riferimento che stia con nostro figlio non è per nulla semplice! Immagino inoltre i sensi di colpa per aver lasciato tutto il giorno il bambino con un estraneo piuttosto che stare con “mamma sua”.

Ma ci sono dei piccoli suggerimenti che possono essere di aiuto:

  1. Primo tra tutti  LA COMUNICAZIONE! Parlate sempre con la vostra baby sitter, fategli capire chi è vostro figlio, fategli presente quali sono i limiti e le regole da rispettare, senza intimorirla!
  2. Siate sicuri della scelta che avete fatto e non chiedete al bambino com’è andata. Può succedere che il bambino appena veda la mamma pianga, beh prima di azzannare la baby sitter, prendete in braccio vostro figlio, cullatelo, parlate con lui, accarezzatelo! Lo sapete che è normale per un bambino, soprattutto nei più piccoli, piangere appena vede il genitore? Indica un buon attaccamento, Brazelton disse: “il bambino tiene in serbo la passione e i sentimenti più intensi per le persone che per lui contano davvero”. Credo che non ci sia altro da aggiungere.
  3. Acquisite anche voi genitori maggiore flessibilità, “cercate di tollerare la separazione e l’essere insieme, l’andare e il venire” facile a dirsi, ma provare per credere!
  4. Abituatevi all’idea che esistono diversi modi di accudire un bambino, DITE NO ALLA VOGLIA DI CONTROLLARE TUTTO! Date le regole della casa, ma poi lasciate spazio alla baby sitter, ogni relazione è a sé, così come quella tra vostro figlio e la babysitter. Il controllo farà in modo che la baby sitter si sentirà sotto pressione e invece di giocare con vostro figlio, invece di essere in relazione con lui, lei sarà più attenta a fare tutto ciò che le regole dicono, trascurando appunto vostro figlio.

Ricordate vostro figlio ha sviluppato delle capacità sociali, ha imparato a stare con gli altri e questo grazie a te mamma e a te papà! Dategli la possibilità di provare, a entrambi direi!

Se volete un maggiore approfondimento vi consiglio la lettura di questo splendido libro:

_ I no che aiutano a crescere, di Asha Phillips, Universale Economica Feltrinelli/Saggi

IL MITO DELLA MAMMA PERFETTA

Il sentirsi sola e incompresa è spesso acuito dal mito occidentale della donna-madre felice, in perfetto equilibrio tra identità femminile, materna e lavorativa (Righetti)

Che bello sono incinta! Quante volte dietro a questo brevissimo istante di estrema felicità, avete sentito una stretta al cuore, allo stomaco, e la paura che vi assale? TRANQUILLE E’ TUTTO NORMALE!

Essere genitore, come diceva il buon caro e vecchio Freud, è il mestiere più difficile del mondo…e se lo diceva lui, credeteci!

Quando si diventa genitori si cerca di essere perfetti, di non far mancare nulla al nascituro, di spianargli la vita…ma sappiamo benissimo che questo non è possibile. Siamo essere umani e come tali abbiamo la LIBERTA’ DI SBAGLIARE, e cosa più importante LA LIBERTA’ DI IMPARARE DAI NOSTRI ERRORI!  Pensate se vivessimo in un mondo in cui sembra tutto perfetto, nessuno sbaglia mai, tutti si comportano allo stesso modo, è un mondo in cui non c’è la libertà di esprimersi, siamo tutti omologati e la nostra identità dove finisce? Si mi sto dilungando molto, ma è per farvi capire la portata di questo argomento, che non tocca semplicemente l’essere mamma, ma tocca l’intero tema dell’essere uomo…

Torniamo a noi.

Essere una mamma perfetta, ai giorni nostri sta diventato un must. Basta guardare i social per comprenderne la portata; provate a scrivere su google: “come diventare una mamma perfetta”, vi compariranno pagine e pagine del tipo: 10 consigli per essere una madre perfetta, il decalogo della mamma perfetta e altri ancora… Chi non lo ha fatto? Ed è normale farlo, state vivendo un momento di straordinario cambiamento in cui non si è più soli con sé stessi, non si pensa più solo al Sé, ma al Noi… il punto è, quando questa continua ricerca di essere perfette, ci porta a non pensare più alla nostra relazione con il nostro bambino, ma a rimanere ancorati su alcuni pensieri dove il leitmotiv è: DEVO, DEVO ESSERE, DEVO ESSERE PERFETTA!

Quante volte vi capita di pensare:

  • Devo essere felice!
  • Devo trovare la forza di fare tutto!
  • Devo fare tutto da sola!

A questi pensieri molto spesso sono associate queste emozioni:

  • Mi sento così sola.
  • Mi sento così arrabbiata.
  • Mi sento così preoccupata.
  • Mi sento così in ansia.

Avere questi pensieri e provare queste emozioni è del tutto NORMALE! Pensare che gli altri si aspettano da voi l’efficienza massima, è davvero un errore e un pensiero disfunzionale! Provare invece a opprimerli non vi sarà di aiuto e non vi rende una madre perfetta! Perché essendo la mamma un essere umano, l’essere umano sbaglia e apprende continuamente. Siamo PERFETTI NELLA NOSTRA IM-PERFEZIONE!

Ecco allora alcune pillole di benessere.

  • Permettetevi di legittimare e di esprimere i vostri pensieri e sentimenti; contribuisce a ridurre il malessere e la paura di non essere all’altezza del ruolo.
  • Comunicate i vostri pensieri e i vostri sentimenti al vostro compagno, ad un’amica; vi aiuta ad arginare la vostra rabbia, la vostra ansia o paura, la vostra stanchezza. NON TEMETE IL GIUDIZIO!
  • Provate a pensare in maniera alternativa, ad esempio: “oggi sono così arrabbiata con mio figlio! Oh cielo una mamma non può pensare queste cose di suo figlio, oddio devo stare calma, non posso credere di aver pensato a questo, devo mantenere il controllo altrimenti posso far del male a mio figlio”. Chiedetevi: è possibile essere arrabbiata con il proprio figlio? Si! E’ possibile che una mamma faccia questo pensiero? Si! Questo è un pensiero non la verità! A tutte le mamme è capitato almeno una volta di pensare che… Ecco questi sono alcuni esempi di pensieri alternativi!
  • Anche se non vi sentite completamente stanche CHIEDETE AIUTO! Magari per pulire o sistemare casa, per fare delle commissioni, o anche per tenere il bambino mentre voi vi fate una doccia. Essere neo genitori è molto impegnativo, serve aiuto! Non lasciatevi travolgere dai pensieri di “valutazione dell’efficienza” o di confronto!
  • CONCEDETEVI DEI MOMENTI SOLO PER VOI: datevi la possibilità di avere mezz’ora o un’ora al giorno per fare ciò che vi piace, una passeggiata, palestra, cucinare, fare a maglia, dipingere, fotografare e chi ne ha più ne metta! Non smettete di coltivare voi stesse.
  • Comunicate sempre con il vostro compagno sia come è andata la giornata, ma e soprattutto come state! Chiedetegli una mano se ne avete bisogno! Tutto ciò per dire: NO ALLA SOLITUDINE!

Non occorre essere perfetti (che poi, che cosa significa essere perfetti?), occorre essere accanto al bambino, relazionarsi con lui, comprendere che a volte si è naturalmente stanchi e che si ha naturalmente bisogno di una pausa, per potersi ricaricare ed essere una buona madre.

 

Questi sono solo alcuni spunti di riflessioni, se volete avere maggiori informazioni o un consulto, contattatemi, non aspettate che sia troppo tardi!

 

Obesità Infantile. Cenni di riflessione.

L’obesità è una condizione che si caratterizza per l’aumento di massa grassa, come il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo.

L’obesità non è dovuta solo alla quantità di cibo ingerito in rapporto all’attività motoria, le cause sono molteplici. I fattori che influenzano l’insorgenza e il mantenimento dell’obesità possono essere di natura genetica, nutrizionale, ambientale, socio-economica e psicopatologica.

Già in età pediatrica possiamo riscontrare delle fasi critiche per lo sviluppo di una futura obesità o sovrappeso. Diversi studi hanno mostrato come una malnutrizione nel primo e secondo trimestre di gestazione, con basso peso alla nascita, sia correlato ad uno sviluppo di sindrome metabolica in infanzia e in età adulta.

Altre ricerche mostrano come un anticipo dell’adiposity rebound (cioè un aumento fisiologico dell’indice di massa corporea) all’età di 5 anni sia un fattore indicativo di un possibile sviluppo di sovrappeso e di obesità. Infatti più è precoce l’adiposity rebound (early adiposity rebound) maggiore è il rischio di avere un indice di massa corporea più elevato in età adulta.

Tra i bambini e gli adolescenti si riscontrano delle caratteristiche comportamentali associate all’obesità:

  • Colazione assente o incompleta
  • Frequenti spuntini
  • Merende molto abbondanti
  • Eccesso di uso di carboidrati
  • Consumo non quotidiano di frutta e verdura
  • Consumo quotidiano di bevande zuccherate e/o gassate
  • SNACKING: l’abitudine di fare frequenti spuntini al di fuori dei pasti principali
  • DESK-EATING: l’abitudine di mangiare mentre si gioca alla xbox, alla play station, al computer o mentre si studia.

Inoltre i dati evidenziano una scarsissima attività sportiva e fisica.

“Prevenire è meglio che curare”. Caro genitore, se anche tu riscontri queste difficoltà nei tuoi figli, non continuare a rimuginare su ciò che di giusto o sbagliato hai fatto nella tua vita, non continuare a sentirti in ansia o arrabbiato per la situazione, prova a modificarla! 

Osserva il problema, poniti delle domande, prova a sentire come ti senti, dai un nome alle tue emozioni, cerca di cambiare qualcosa nel tuo modo di fare.

E se questo non è sufficiente chiedi consulto ad un esperto, che saprà accogliere le tue paure e quelle di tuo figlio e insieme cercare le strategie migliori per la risoluzione del problema.

Le risorse sono dentro di te e in tuo figlio, solo che a volte non si riesce né a scorgerle né a trovarle!

Dott.ssa Jessica Lamponi

 

Bibliografia

Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in età evolutiva (S. Pizzo e V. Massignani), ed. Erikson